Le Riserve di Biosfera MaB UNESCO

Le Riserve di Biosfera MaB UNESCO individuano in alcune aree gli ecosistemi terrestri, costieri e marini in cui, attraverso un’appropriata gestione del territorio, si coniugano la valorizzazione dell’ecosistema e della sua biodiversità con le strategie di sviluppo sostenibile.
Le Riserve della Biosfera si pongono come priorità la valorizzazione della biodiversità e l’attività di sviluppo socio-economico, favorendo la possibilità di svolgere funzioni territoriali multiple improntate allo sviluppo sostenibile.
Le Riserve della Biosfera sono quindi aree di sperimentazione della sostenibilità e di elaborazione di proposte che realizzino tale orientamento per lo sviluppo, a beneficio delle comunità locali.

Il Delta del Po si è candidato a Riserva di Biosfera nell’ambito del Programma MaB UNESCO nel 2013, integrando alcune specifiche nel 2014 ed ottenendo il riconoscimento nel 2015.

672 Riserve di Biosfera MaB UNESCO nel mondo

15 Riserve di Biosfera MaB UNESCO in Italia

Riserva di Biosfera MaB UNESCO del Delta del Po - Oche in volo nei pressi di un casone di valle

Delta Po – Riserva della biosfera

Dato l’alto valore ambientale di questo territorio (l’area protetta del Delta del Po costituisce uno dei più importanti Parchi deltizi d’ Europa), l’Ente Parco Regionale del Delta del Po ha iniziato a ragionare con diversi attori territoriali fin dal 2011 sulla possibilità di inserire quest’area in un percorso di candidatura a Riserva della Biosfera. Grazie al supporto della fondazione CARIPARO ed alla sinergica collaborazione dei molti attori territoriali, si è avviato in questi anni un percorso progettuale inclusivo che ha portato ad individuare le linee guida per la definizione di una domanda di candidatura dell’area del Delta del Po a Riserva delle Biosfera nell’ambito del Programma MAB dell’UNESCO.

La candidatura è stata ufficialmente presentata nel settembre 2013 e ne sono state presentate le integrazioni nel settembre 2014. Il riconoscimento è stato poi consegnato nella cerimonia tenutasi a Parigi a giugno 2015.

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Il riconoscimento di riserva della biosfera

Il riconoscimento di “Riserva della Biosfera”, per esplicita dichiarazione dell’UNESCO, non implica alcun vincolo giuridico ulteriore, ma va inteso come occasione per affrontare e risolvere, con la partecipazione della popolazione, i problemi locali ed i relativi possibili conflitti in una dimensione globale.

Le aree che si candidano a diventare Riserve della Biosfera dovrebbero garantire tre funzioni fondamentali e complementari fra di loro (come previsto dalla Strategia di Siviglia del 1995): una funzione di sviluppo, per incentivare e promuovere lo sviluppo sostenibile; una funzione di conservazione dei paesaggi, degli habitat, degli ecosistemi, così come delle specie e della diversità genetica; una funzione logistica e di supporto ad attività di ricerca, di monitoraggio, di “policy testing”, di educazione e di formazione che deve permettere alla Riserva della Biosfera di estendere la sua influenza e le sue buone pratiche oltre i suoi confini, anche in ambito internazionale grazie al suo inserimento nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera.

Di conseguenza, ogni Riserva della Biosfera comprende tre zone interdipendenti:
Core Area, o area centrale, sottoposta ad un regime giuridico che garantisce la protezione a lungo termine degli ecosistemi e delle specie animali e vegetali presenti al suo interno.

Buffer Zone, o cuscinetto, è adiacente o circonda l’area core e contribuisce alla sua conservazione. Le attività consentite in tale area devono riguardare principalmente le tecniche di sviluppo per l’uso delle risorse naturali che rispettino la biodiversità dell’area e favoriscano la gestione o riabilitazione degli ecosistemi.
Transition Zone, o area di cooperazione, non è sottoposta a vincoli giuridici e prevede attività antropica, villaggi, e complessi urbani (città) al suo interno. Le attività economiche e sociali devono essere dirette alla realizzazione di progetti modello per uno sviluppo economico sostenibile a beneficio, in particolare, della popolazione locale ivi residente. Solo l’area core richiede obbligatoriamente norme di conservazione stringenti e di solito coincide con una zona di protezione già esistente e tutelata a livello normativo, come una riserva naturale o le zone più protette di un parco nazionale o regionale. Le aree buffer prevedono un regime funzionale alla tutela dell’area core. Per le aree di transizione, invece, non si prevede un regime di tutela giuridica e non sono necessariamente sottoposte a vincoli. Lo schema di zonizzazione non è unico e può essere applicato in modi diversi in paesi diversi, a seconda dei contesti geografici o socio-culturali. La flessibilità di tale schema resta uno dei punti di forza del concetto di Riserva.

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Alcuni approfondimenti per saperne di più

La Riserva deve includere diverse zone indipendenti?

Che funzioni hanno le aree della Riserva?

Quali benefici può portare il riconoscimento dell’UNESCO?

L’Unione Europea potrebbe finanziare progetti di sviluppo?

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La Riserva deve includere diverse zone indipendenti?

Ogni Riserva della Biosfera deve includere tre zone interdipendenti, e precisamente:

  • Core Area, o area centrale, sottoposta ad un regime giuridico che garantisce la protezione a lungo termine degli ecosistemi e delle specie animali e vegetali presenti al suo interno.
  • Buffer Zone, o cuscinetto, è adiacente o circonda l’area core e contribuisce alla sua conservazione. Le attività consentite in tale area devono riguardare principalmente le tecniche di sviluppo per l’uso delle risorse naturali che rispettino la biodiversità dell’area e favoriscano la gestione o riabilitazione degli ecosistemi.
  • Transition zone, o area di cooperazione, non è sottoposta a vincoli giuridici e prevede attività antropica, villaggi, e complessi urbani (città) al suo interno. Le attività economiche e sociali devono essere dirette alla realizzazione di progetti modello per uno sviluppo economico sostenibile a beneficio, in particolare, della popolazione locale ivi residente.

Solo l’area core richiede obbligatoriamente norme di conservazione stringenti e di solito coincide con una zona di protezione già esistente e tutelata a livello normativo, come una riserva naturale o le zone più protette di un parco nazionale o regionale. Le aree buffer prevedono un regime funzionale alla tutela dell’area core. Per le aree di transizione, invece, non si prevede un regime di tutela giuridica e non sono necessariamente sottoposte a vincoli. Lo schema di zonizzazione non è unico e può essere applicato in modi diversi in paesi diversi, a seconda dei contesti geografici o socio-culturali. La flessibilità di tale schema resta uno dei punti di forza del concetto di Riserva.

Che funzioni hanno le aree della Riserva?
Le aree della riserva hanno differenti funzioni di conservazione, sviluppo e supporto logistico.

  • Funzione di conservazione: contributo alla conservazione dei paesaggi degli ecosistemi, delle specie e delle variazioni genetiche.
  • Funzione di sviluppo: incentivare e promuovere lo sviluppo sostenibile.
  • Supporto logistico: supporto a progetti dimostrativi, di educazione formazione, di ricerca e monitoraggio in tema di conservazione e sviluppo sostenibile a livello locale, regionale, nazionale e globale.

Quali benefici può portare il riconoscimento dell’UNESCO?
La candidatura di un ambito territoriale per un riconoscimento internazionale mette in moto ed alimenta energie, interesse, partecipazione, risorse che possono oggettivamente concorrere ad un miglioramento della qualità della vita e del contesto territoriale. Dalle indagini svolte dall’UNESCO – da portare in evidenza un recente studio sul “valore del brand”- sono stati dimostrati i positivi benefici derivanti ai luoghi dove sono stati concessi i riconoscimenti internazionali. In particolare, Il 75% del campione intervistato ritiene che il marchio UNESCO sia importante nella promozione di attività, il 52% lo

considera garanzia di qualità, il 40% elemento di eccellenza. UNESCO porta valore aggiunto nella tutela dei beni culturali (88%), nella promozione di beni naturalistici (86%) e in quella dei monumenti (84%). E’ stata inoltre confermata la straordinaria diffusione della conoscenza di base di UNESCO, nota al 98% del campione, cui corrisponde un elevato indice di reputazione vicino all’eccellenza, pari a 76 punti (oltre 70 è considerata area di eccellenza in valori compresi tra 0 e 100). L’Organizzazione, infatti, riscuote un livello di fiducia del 69%, è ritenuta efficace al 75% e l’80% degli intervistati considera importante la sua mission.

L’Unione Europea potrebbe finanziare progetti di sviluppo?
L ’inserimento di un territorio nella rete mondiale del le Riserve della Biosfera del Programma MAB dell’UNESCO potrebbe favorire l’accesso a programmi e fondi internazionali finalizzati allo sviluppo di progetti di collaborazione. I nuovi indirizzi di Politica Agricola Europea (PAC) 2014- 2020, ad esempio, considerano appositi canali di finanziamento attraverso i Piani di Sviluppo Rurale per il sostegno ad attività agricole in ambiti di tutela ambientale e paesaggistica (già oggi nei siti della Rete Natura 2000) o comunque in aree interessate da progetti di valenza sovra locale, come appunto potrebbe essere una Riserva della Biosfera, anche al fine di affrontare e risolvere potenziali conflitti tra attività agricole e zootecniche ad elevato impatto ambientale e attività di agriturismo e turismo sostenibile.