Cicloturismo: un’opportunità concreta per la stagione estiva nel Delta del Po

Il cicloturismo è uno dei prodotti turistici che esprime i caratteri distintivi della destinazione Po e suo Delta: sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio. Una vera eccellenza nel territorio del Parco Regionale Veneto del Delta del Po e della Riserva di Biosfera MaB UNESCO che al turismo slow sta dedicando un’attenzione particolare, grazie anche al progetto #MYDELTASLOW, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Ministero dell’Ambiente. Proprio il cicloturismo, infatti, può dare risposte alle esigenze di “nuova normalità” e al superamento dell’emergenza coronavirus.

I dati che emergono dal secondo rapporto sul Cicloturismo in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente ci dice che nel 2019 sono stati stimati 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani (quasi 55 milioni di pernottamenti se sommiamo i turisti italiani e stranieri); sono state vendute 1,7 milioni di biciclette (3 al minuto), e quasi 2 milioni di italiani la usano come mezzo di trasporto quotidiano. I numeri evidenziati nel rapporto, quindi, restituiscono l’immagine di un fenomeno uscito ampiamente dalla condizione di nicchia e che determina un impatto economico rilevante e con enormi potenzialità di crescita.

Un potenziale che avrà un ruolo fondamentale anche nell’immediato futuro e che può avere un effetto volano sul settore ciclo-viaggi dalle straordinarie potenzialità in considerazione del contesto paesaggistico e culturale del Po e il suo Delta. La bicicletta garantisce, infatti, un naturale distanziamento fisico ed adattabilità e versatilità in contesti di qualsiasi tipo ed è particolarmente adatto ad un turismo di prossimità (vacanza vicino casa).

“Anche per il nostro territorio – afferma Moreno Gasparini, presidente del Parco e coordinatore della Riserva di Biosfera UNESCO del Delta del Po – il cicloturismo rappresentare uno degli elementi chiave: un’opportunità per chi desidera svolgere attività motoria in sicurezza dopo il periodo di lockdown, per chi vuole fare una vacanza in natura visitando un territorio che ha un ventaglio di offerte. Siamo convinti, infatti, che in questo momento diventa ancora più importante fare rete sul territorio. Per questo, insieme all’Organizzazione della Destinazione Turistica, ci siamo fatti promotori di momenti di formazione e di confronto a distanza destinati agli operatori e siamo impegnati  in importanti progetti di rete utili a connette attrattori e operatori favorendo quella virtuosa sinergia di cui il Delta ha bisogno”.

 Per l’Estate 2020, in previsione di una probabile riduzione del turismo transfrontaliero, l’attenzione si concentra sullo sviluppo e sulle modalità della componente italiana di cicloturisti.

Secondo i tour operator specializzati in questo ambito il pacchetto medio corrisponde a 7 notti, per un valore di circa 900 € e può essere itinerante o a base fissa. Gli stessi tour operator rilevano l’effetto trainante che le e-bike, le biciclette a pedalata assistita, hanno avuto sul comparto. Anche in questo il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, con la sua flotta e con diversi operatori specializzati in servizi al turista, ha molto da dire.

Nel rapporto si sottolinea come il cicloturismo vada considerata non solo la consistenza assoluta, ma anche l’importanza “relativa” rispetto al complesso dell’economia turistica locale. Infatti, il peso del cicloturismo sulla domanda turistica complessiva dell’Italia è in media il 6%, mentre nelle regioni a più alta vocazione cicloturistica l’incidenza è notevolmente più marcata, nell’ordine del 15% / 20%. Di particolare importanza per lo sviluppo di questo tipo di offerta è la presenza di infrastrutture (es. ciclovie) e servizi (es. di noleggio) dedicati. Infrastrutture e servizi che per tutte le Regioni, e in particolare per quelle finora meno visitate dai cicloturisti, possono rappresentare un importante driver di crescita.

Secondo la ricerca le ciclovie italiane più gettonate sono:

– Trieste – Lignano Sabbiadoro -Venezia (43%)

– Ciclovia del Garda (43%)

– Ciclovia Tirrenica “Liguria-Toscana-Lazio” (29%)

Ciclovia Adriatica (29%)

– Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese (29%)

 Lo sviluppo della Ciclovia Adriatica, che coinvolge la Via delle Valli e l’anello della Donzella, così come la Ciclovia Vento, che collega Torino a Venezia, rappresentano due importanti spine dorsali di una più ampia offerta servizi e accoglienza dell’intero territorio della Destinazione turistica Po e suo Delta e della MAB UNESCO.