La Biosfera Delta Po al secondo Forum Mondiale dei Giovani in Cina

In rappresentanza della Riserva di Biosfera del Delta del Po Laura Negri ha partecipato al Secondo Forum Mondiale dei Giovani MAB UNESCO che si è svolto in Cina, presso la Riserva di Biosfera Changbaishan. Il primo Forum si è svolto nella Biosfera Delta Po nel 2017.

Il racconto dell’esperienza di Laura

Il Secondo Forum dei giovani, con tema cardine la conservazione della biodiversità, è stato molto diverso dal quello che si è tenuto nella nostra Biosfera Delta Po nel 2017. Location a parte, a due anni di distanza dal primo forum, in quello cinese il sentimento comune era di urgenza. Tra noi 176 partecipanti provenienti da 82 paesi diversi c’era la consapevolezza di non aver più nessun tempo da perdere in parole e che è ormai giunto il momento di agire per porre un freno al cambiamento climatico. È proprio per questo motivo che ogni discussione doveva sfociare in qualche azione che potesse essere attuabile nel breve periodo ma soprattutto essere efficace nel lungo periodo. L’evento si è infatti concluso con la presentazione di un documento, la cosiddetta Dichiarazione finale del forum, dove si chiede un coinvolgimento maggiore di noi giovani nella vita delle Riserve di Biosfera, sia a livello locale che nazionale. Uno dei punti fondamentali di difficile realizzazione – emerso già nel 2017 – è la necessità di avere voce in capitolo nei processi decisionali e nelle governance delle Riserve. Negli ultimi tempi abbiamo dimostrato di saper cosa vogliamo, è giunto il momento di essere ascoltati.

Dopo il Forum in Cina Laura è volata direttamente a New York per il Summit Mondiale dei Giovani per il Clima.

Il ruolo delle Riserve di Biosfera

Siamo atterrati a New York un giorno prima dello UN Youth Climate Summit, venerdì 27 settembre, per partecipare al celebre sciopero per il clima. In quel venerdì circa 250 mila persone, tra cui tantissimi bambini, marciavano per le strade della città. Il sabato 28 settembre, all’evento organizzato nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, sono poi intervenuti solo i giovani, moltissimi ancora minorenni: penso alla sedicenne svedese Greta Thunberg ma anche ad altri, che hanno portato le loro visioni di un futuro migliore al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.


Laura ci dice di aver avuto inoltre l’occasione di incontrare il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, con il quale ha avuto un breve colloquio e raccontando anche dell’associazione MY Delta, nata dopo il primo forum dei giovani delle Riserve MAB sul Delta del Po.

Le Riserve di Biosfera per la lotta ai cambiamenti climatici

Durante la giornata al  Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, la rete globale delle Riserve di Biosfera UNESCO è stata presentata come esempio di aree in cui si promuovono le “Nature-Based Solutions”, le soluzioni basate sulla natura che possano affrontare congiuntamente la perdita di biodiversità e gli impatti dei cambiamenti climatici in modo sostenibile preservando la funzionalità di ecosistemi naturali. La direzione che l’UNESCO si propone sotto questo punto di vista è chiara: le Riserve di Biosfera si propongono di diventare aree pilota all’avanguardia nella lotta contro i cambiamenti climatici e per il raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Stiamo infatti parlando di 701 Riserve di Biosfera, che coprono una superficie di 6.812.000 km2, pari quasi a quella dell’Australia, e che ospitano 257 milioni di persone in tutto il mondo; zone talvolta fragili e dove la popolazione locale è molto spesso più sensibile e attenta verso la natura poiché vive in prima persona le repentine conseguenze dovute al cambiamento climatico, come l’estinzione di intere specie animali oppure l’inserimento di nuove specie che vanno ad alterare la vita della Riserva stessa. Parlare dei rischi dei cambiamenti climatici e delle possibili azioni da intraprendere a livello locale è sicuramente più facile in queste zone: pertanto una parola chiave è sicuramente “educazione”.

Il ruolo dei giovani per i cambiamenti climatici

Tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa, non solo le nuove generazioni. È una responsabilità morale che non possiamo più rimandare e ognuno nel proprio piccolo deve contribuire.

Credo che sia necessario prendere coscienza del fatto che ogni azione può portare benefici e riflettere bene sulle conseguenze di ogni singolo comportamento. conclude Laura.