Il Delta del Po al Simposio sul cambiamento climatico organizzato dall’UNESCO

“Il cambiamento climatico colpisce ogni paese di ogni continente. Sta sconvolgendo le economie nazionali ed avendo forti incidenze sulle vite umane, costando ogni giorno di più alle persone, alle comunità e ai paesi, e ancora di più domani. I modelli meteorologici stanno cambiando, il livello del mare sta aumentando, gli eventi meteorologici stanno diventando sempre più estremi e le emissioni di gas a effetto serra sono ora ai massimi livelli della storia. Il mondo è in una corsa per limitare il cambiamento climatico. In tal senso, l’Obiettivo 13 degli SDG – gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 chiede azioni dedicate al contrasto al cambiamento climatico: attraverso il rafforzamento della resilienza e della capacità di adattamento, l’integrazione di politiche di mitigazione e capacity building”. Con questa premessa, UNESCO attraverso il suo Ufficio Regionale di Venezia ha organizzato il Simposio “The future of South-East Europe and the Mediterranean in the context of climate change: a UNESCO perspective”.

Dal 6 all’8 novembre 2019, si è svolta questa iniziativa a Venezia dove è stata inviata una folta delegazione proveniente dai siti UNESCO nel Delta del Po: la Riserva di Biosfera e il Word Heritage della Città di Ferrara e il suo Delta.  In rappresentanza degli Enti il prof. Giuseppe Castaldelli dell’Università di Ferrara e la direttrice Maria Pia Pagliarusco dell’ Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità -Delta del Po e le giovani rappresentanti dell’Associazione MY Delta,  Chiara Marchina e Cristina Boccaccini.

L’UNESCO lavora a stretto contatto con i Paesi membri ed i diversi siti dei suoi Programmi (le Riserve della Biosfera, i Geoparchi e i siti del Patrimonio Mondiale) per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sui riconoscimenti UNESCO e sviluppare strategie ed azioni di adattamento, ma soprattutto per rendere i siti vettori di un messaggio di azione al cambiamento – come riferisce lo slogan “Changing Minds not the Climate”. L’obiettivo generale del Simposio è stato contribuire ad un Mediterraneo più resistente al clima, per comprendere come l’UNESCO attraverso tutti i suoi programmi possa lavorare per aumentare la loro resistenza e resilienza ai cambiamenti climatici e agli eventi estremi.

Complessivamente il Simposio ha accolto 55 i partecipanti provenienti da tutto il Mediterraneo: 29 esperti ricercatori e rappresentanti dell’accademia e istituti di ricerca ed autorità locali e nazionali , 13 gestori provenienti da 11 siti e 12 giovani attivisti e youth leader dei diversi programmi dell’UNESCO; tutti esponenti dedicati alle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici o al loro studio.  Questi delegati scelti  hanno partecipato per scambiare idee ed esplorare come l’UNESCO possa, attraverso i suoi programmi e siti, dare un forte contributo alla resilienza climatica del Mediterraneo.