Centro di soccorso e cura per tartarughe marine a Goro

E’ nato a Goro (Fe) presso la sede Arpae, il primo centro di soccorso e cura delle tartarughe marine della costa ferrarese. La tartaruga caretta caretta è una delle specie inserite nella Direttiva Habitat e protetta da numerose convenzioni internazionali perchè minacciata a livello planetario: si stima che ogni anno la pesca professionale ne uccida accidentalmente oltre 130 mila esemplari.

Guarda il servizio di Telestense all’inaugurazione del Centro di Goro l’8 settembre

In Emilia-Romagna già dal 1994 c’è l’ospedale delle tartarughe a Riccione, la cui esistenza si è rivelata preziosa per la conservazione della specie perchè ha curato e rimesso in acqua ben 600 esemplari: intervenendo in caso di spiaggiamenti e agendo con tempestività, riducendo così la mortalità nei casi di cattura accidentale durante le attività di pesca.

All’attività del nuovo Centro collabora un pool di enti composto da Polizia provinciale di Ferrara, Fondazione Cetacea e alcune importanti realtà associative: Aics (Associazione italiana cultura e sport), Circolo velico Volano, Corpo dei vigili giurati di Goro, Enpa (Ente nazionale protezione animali).

Il neonato Centro di Goro è un risultato concreto del progetto Tartalife che, nell’ambito del programma comunitario Natura 2000, tra il 2013 e il 2018 ha lavorato per aumentare il numero di punti di raccolta con vasche per la sosta temporanea di tartarughe marine lungo le coste di Emilia-Romagna e Marche, con l’obiettivo di ridurne la mortalità per cause accidentali.

Per chi volesse approfondire le attività del progetto Tartalife, nato in collaborazione con i pescatori e con i 13 Comuni che si affacciano nel bacino adriatico, c’è un canale YouTube che offre tanti video.

La Regione è impegnata in questo campo fin dal 2012 con l’istituzione della Rete regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine: l’obiettivo è condividere con tutti gli attori che operano lungo il litorale le azioni per la salvaguardia di una specie presente nel nostro mare, ma minacciata. Nel 2019 rinnoveremo l’accordo alla base della ‘Rete’ per valorizzare in pieno le buone prassi già sperimentate, facendole diventare vere e proprie linee-guida e norme univoche sul recupero e la liberazione delle tartarughe, da Goro a Cattolica. Le tartarughe caretta caretta sono esemplari marini sempre più numerosi nel nostro Adriatico: una garanzia della qualità dell’acqua e dell’habitat che offre (Assessore all’Ambiente, Regione Emilia-Romagna Paola Gazzolo)