Una giornata dedicata a chi sorvola continenti

Sono gli uccelli migratori i protagonisti della giornata che si festeggia in tutto il mondo questo 11 maggio: il World Migratory Bird Day (WMBD – https://www.worldmigratorybirdday.org/).

Il Delta del Po grazie alla sua posizione e alla grande complessità ambientale, ottenuta dall’incontro tra le acque del Mar Adriatico e quelle del fiume Po, è tra le più vaste zone umide italiane, ambiente vario, di grande rilevanza ecologico ambientale e riccamente popolato da avifauna stanziale, svernante e migratoria. Gli uccelli presenti nel Delta costituiscono un patrimonio di straordinario valore, con oltre 300 specie segnalate negli ultimi decenni, tale da rendere l’area la più importante area ornitologica italiana ed una delle più rilevanti d’Europa.

L’Italia è un luogo privilegiato per l’osservazione dell’avifauna migratrice essendo un ponte naturale fra Africa e Europa. In inverno le specie che hanno nidificato nel nord Europa migrano in migliaia di individui verso le tranquille acque delle valli salmastre e delle saline, dove si concentrano enormi stormi di anatre e limicoli. In primavera e autunno, in corrispondenza dei picchi di migrazione, centinaia di specie diverse frequentano le zone umide della Riserva di Biosfera; gli uccelli sostano qualche giorno per alimentarsi e riposarsi prima di riprendere il volo verso le aree riproduttive o i quartieri di svernamento in Africa.

Due volte l’anno, questi incantevoli animali si lasciano alle spalle i loro habitat intraprendendo un lungo viaggio, percorrono migliaia e migliaia di chilometri, attraverso mari e attraverso montagne, ripercorrendo uno spettacolare fenomeno naturale.Gli uccelli migratori, guidati da sofisticati meccanismi di orientamento sia diurno che notturno e da un istinto innato a raggiungere la loro meta. Questi uccelli dalla morfologia e fisiologia perfezionata dall’evoluzione per voli ad alta velocità e di lunga percorrenza, molto spesso affrontano un viaggio estenuante e al limite della resistenza.  Migrare però è un viaggio pericoloso e comporta un’ampia gamma di minacce, molto spesso causate dalle attività umane. Poiché gli uccelli migratori dipendono da una serie di siti lungo la loro area di distribuzione, la perdita dei siti di svernamento e di sosta potrebbe avere un impatto drammatico sulle loro possibilità di sopravvivenza.

Quest’anno la Giornata Mondiale degli Uccelli migratori mira alla riflessione sulle tante minacce che incombono su questi intrepidi viaggiatori: cambiamenti climatici, caccia e bracconaggio, la perdita di habitat e aree di rifugio o sosta e all’inquinamento. Contrastare l’inquinamento è l’obiettivo di quest’anno del WMBD Be the solution to plastic pollution!” (in italiano: Sii la soluzione all’inquinamento della plastica!). Ogni anno, sono migliaia gli uccelli che muoiono intrappolati in reti di varie dimensioni o per avvelenamento ed ingestione di microplastiche. Il numero di uccelli, in particolare quelli marini, che muoiono ogni anno a causa degli effetti della plastica è attualmente di 1 milione e in crescita [1] . Recenti ricerche [2] evidenziano l’urgenza di questo tema: non solo si stima che il 90% degli uccelli marini abbia la plastica negli intestini, ma mantenendo questo ritmo si stima che percentuale di uccelli marini che avrà ingerito plastica raggiungerà il 99% entro il 2050.

Quello degli uccelli migratori è un volo duro e senza confini, un viaggio che richiede anche il nostro coinvolgimento nella presa di decisioni responsabili, collaborazione, rispetto e tutela del territorio.

 

Per scoprire di più su questa giornata visita il sito www.worldmigratorybirdday.org

 

[1]https://www.worldmigratorybirdday.org/2019/plastic-pollution-migratory-birds

[2] https://www.pnas.org/content/early/2015/08/27/1502108112