Il rapporto uomo-ambiente nella Biosfera Delta Po

Il Delta del Po ha ottenuto l’importante riconoscimento MAB UNESCO non solo per le sue indubbie caratteristiche ambientali, ma anche per l’equilibrio che attraverso i secoli ha caratterizzato in questi luoghi il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, in primis attraverso le attività antropiche che hanno consentito la sopravvivenza dell’uomo in questi luoghi: pesca, vallicoltura, molluschicoltura.

La pesca

La pesca ha sempre rappresentato per il territorio del Delta del Po la fonte principale di sostentamento della popolazione che qui risiedeva e anche oggi rappresenta una delle attività economiche più diffuse e redditizie. Data la sua rilevanza, gli strumenti utilizzati per la pesca si sono evoluti, passando dalla semplice canna da pesca alla costruzione dei caratteristici “bilancioni” (chiamati anche padelloni) e dei lavorieri.

I “Bilancioni” sono tipiche strutture costruite su palafitte, collegate alla terraferma, poste su fiumi o canali; sono dotati di una grande rete a bilancia posizionata anteriormente che viene immersa nell’acqua e poi sollevata periodicamente per raccogliere il pescato.

I lavorieri sono edifici utilizzati per catturare il pesce di valle, in particolare le anguille, quando si spostano verso il mare nel periodo dell’accoppiamento. Composti da una serie di bacini a forma di “V” con la punta rivolta verso il mare e le estremità alla sponda, i lavorieri sono un ingegnoso metodo per costringere i pesci ad alcuni passaggi obbligati dai quali non possono tornare indietro: attraverso maglie più o meno larghe si possono quindi separare le anguille da altri tipi di pesce.

La vallicoltura

La vallicoltura è un’altra attività ittica diffusa nella zona del Delta, dalla foce dell’Adige fino a Comacchio. È un tipo di allevamento di pesce estensivo, dove l’uomo attraverso la costruzione di argini immette pesci catturati durante la montata, grazie ai lavorieri, che possono crescere in modo naturale nell’arco di tre o quattro anni. Tipica struttura che si vede nelle valli da pesca è il “cason” con il grande camino semicircolare dove una volta risiedeva il proprietario con i guardiani. Sono ancora visitabili tre casoni di valle: il casone Foce, dove oggi si trova il ristorante Bettolino di Foce, il casone Serilla e il casone Pegoraro.
Questo utilizzo dell’area rappresenta una forma virtuosa di connessione tra l’attività economica e produttiva umana e il rispetto e la valorizzazione delle caratteristiche dell’ambiente.

La molluschicultura

La molluschicultura è stata una delle prime forme di allevamento estensivo che ha conosciuto l’itticoltura e ha subito un forte incremento nella zona dell’alto Adriatico dopo l’introduzione della vongola filippina nell’area del Delta del Po, luogo in cui acquista qualità particolari apprezzate in Italia e all’estero. Insieme alla produzione di vongole veraci, importante sono gli allevamenti di cozze – sia in sospensione che sul fondale – e delle ostriche. In particolare la Cozza di Scardovari, prodotta nell’omonima sacca, ha ottenuto il marchio DOP.