Delta del Po: perchè è Riserva di Biosfera MaB UNESCO?

In questo articolo cerchiamo di riassumere le principali motivazioni che supportano questo prestigioso riconoscimento internazionale, che colloca la Biosfera Delta Po in una rete mondiale di 669 Riserve MaB UNESCO.
Il riconoscimento del Delta del Po a Riserva di Biosfera MaB UNESCO è avvenuto durante una cerimonia ufficiale a Parigi a giugno 2015.

La Riserva di Biosfera del Delta del Po: uomo e natura insieme

Natura

Il Delta del Po è la più grande zona umida d’Italia, una terra senza confini, continuamente ridisegnata dal lento lavorìo delle acque, in cui la natura esprime un’enorme ricchezza in termini di biodiversità: più di 30 tipi di orchidee tra le oltre 1000 specie di piante; numerosi ecosistemi diversi; canali, dune, valli, pinete, sono la casa di una vastissima varietà di specie animali e vegetali.

Tra le decine di mammiferi, anfibi, rettili e pesci, trovano dimora alcune specie di animali in via di estinzione nel resto d’Europa. Ci si può imbattere in habitat naturali unici al mondo; si possono osservare il Cervo della Mesola e il volo dei fenicotteri rosa – una delle colonie più popolose d’Italia; si può incontrare una specie protetta in media ogni chilometro.

Uomo

Il Delta del Po è un luogo particolare, in cui il rapporto dell’uomo con la natura ha assunto sfumature uniche; l’ingegno dell’uomo ha modificato l’ambiente della  valli creando le condizioni necessarie per vivere dei prodotti di questa terra. La foce del Po è abitata dall’uomo sin dalla Preistoria, ma solo gli interventi di bonifica del primo dopoguerra ha cambiato radicalmente il rapporto dell’uomo con la natura circostante, creando una sinergia che ha prodotto tante piccole storie di eccellenza imprenditoriale, gastronomiche e alberghiere.

L’azione di strappare terra alle acque diventa cruciale nell’attività di produzione del sale, caratteristica di questo territorio: a Comacchio si possono osservare le forme geometriche delle Saline. I terreni sabbiosi e ricchi di acqua sono stati impiegati per ottenere prodotti di qualità certificata: il Riso Delta del Po IGP e il radicchio di Chioggia IGP; l’asparago DOC; e inoltre carote, zucche, meloni, l’aglio polesano DOP e molti altri. Con l’acqua dialoga anche l’architettura, con la presenza di numerosi ponti nelle città sorte in questo territorio.

Sviluppo

L’uomo continua ad abitare i luoghi del Delta del Po, portando avanti attività di origine antichissima, come ad esempio la tradizionale pesca dell’anguilla. Per catturare questi pesci in fuga verso l’oceano, l’uomo ha messo a punto nel tempo un complesso sistema di pesca, costruendo i lavorieri, che consentono di prendere solo le anguille adulte.

Lungo gli argini e i terrapieni, è ancora possibile visitare i Casoni di Valle, edifici costruiti per dare un tetto ai lavoratori delle zone, i vallicoltori. Saperi antichi che si tramandano anche nelle attuali attività di coltivazione di mulluschi, vongole e cozze, nelle Sacche di Goro e a Scardovari; in particolare nel 2013 le cozze di Scardovari hanno ottenuto la Denominazione di Origine Protetta (DOP). Non c’è solo la pesca nel delta del Po, ma anche il turismo; numerosi sono i percorsi possibili: passeggiate a cavallo, escursioni a piedi o in bici, in battello o in cayak fino al mare.

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