#11 Riserva di Biosfera Appennino Tosco Emiliano

L’area della Riserva di Biosfera dell’Appennino Tosco Emiliano, istituita dall’UNESCO il 9 giugno 2015, è una parte rilevante dell’Appennino settentrionale e, pur rappresentando una condizione tipica del territorio montano-appenninico, è caratterizzata però da una particolarità unica: l’essere un punto focale della frontiera climatica euro-mediterranea. Questa caratteristica ha determinato, insieme all’eredità geologica e ad altri fattori, l’impostarsi di un complesso mosaico ecologico e culturale, a sua volta base dell’evoluzione del paesaggio. Qui l’uomo, nel corso dei secoli, non ha solo selezionato/introdotto nuove specie, ma ha anche saputo adattarsi e sfruttare le risorse naturali presenti sul territorio stesso, tutelandole istintivamente e adattandosi alle peculiarità geologiche, morfologiche, climatiche, botaniche e faunistiche. Questo ha portato ad un frazionamento del paesaggio in numerose tessere, caratterizzate ora da produzioni agroalimentari tradizionali di presidio – tra le quali spicca il Parmigiano Reggiano ed il suo “habitat” di foraggiere -, ora da aree boscate o da praterie in quota che hanno contribuito ad aumentare la biodiversità complessiva.

Il territorio della Riserva è molto vario in quanto comprende la Lunigiana, che si trova a 60 m di altitudine, ma anche vette come il Monte Cusna, 2120 m., ed è coperto principalmente da boschi (faggete, querceti e castagneti), coltivazioni (foraggere, uliveti, vigneti, cerealicole) e pascoli, con numerosi allevamenti zootecnici. Una parte del territorio della Riserva di Biosfera rientra nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.