Qualche cenno storico sulle opere di bonifica

Il Delta del Po è un territorio giovane, in costante mutamento a causa del fiume che ne ha condizionato nel corso dei secoli la vita, naturale e umana.

Non solo il fiume, però, ha modificato l’aspetto del Delta, ma anche l’intervento dell’uomo.

Le prime opere di regimentazione delle acque, come argini e canalizzazioni, possono essere fatte risalire all’Età del Bronzo, rimanendo però sostanzialmente invariate fino all’arrivo dei Romani che colonizzarono l’area consapevoli del suo potenziale economico grazie alla posizione. È per questo motivo che cominciarono monumentali opere di bonifica dei terreni e di canalizzazioni con la costruzione di città e strade lastricate, in particolare la Via Popilia. Questi mutamenti portarono al declino di due importanti centri commerciali di origine etrusca, Adria e Spina, favorendo contemporaneamente lo svilupparsi di Ravenna e Aquileia.

Il crollo dell’Impero Romano e le guerre che hanno caratterizzato l’Alto Medioevo hanno comportato un duro colpo per il ruolo centrale ricoperto dall’area del Delta del Po, che però riuscì a sopravvivere grazie all’economia lagunare basata su caccia, pesca, saline e commercio. Tre sono gli accadimenti che poi condizioneranno gli anni successivi: la fondazione di Ferrara, la costruzione dell’Abbazia di Pomposa e la nascita di Venezia.

Un evento che ebbe forte ripercussioni sull’assetto territoriale fu la Rotta di Ficarolo nel 1152, quando un argine crollò e il Po cambiò il suo percorso, proseguendo  a nord di Ferrara e causandone il declino economico.

In età moderna, la nuova struttura del fiume tagliò fuori la città di Ravenna, mentre Ferrara cercava di competere con Venezia per la supremazia commerciale nell’Adriatico. In questo periodo Venezia si trovò ad affrontare anche il problema dell’interramento che stava subendo la laguna a causa dei detriti portati dal Brenta, dall’Adige e dal ramo del Po di Venezia. La situazione si aggravò in seguito al terremoto che colpì il territorio ferrarese nel 1570. Iniziarono quindi grandi opere per cercare di controllare il corso dei fiumi e con essi il territorio: tra queste l’opera più importante è il Taglio di Porto Viro (inizio ‘600) che dirottò verso sud il ramo principale del fiume Po. L’intervento segnò la fine del delta antico e l’inizio del delta attuale.

Nel Basso Medioevo cominciarono anche le opere di bonifica della Padusa, di cui si fecero carico sia autorità politiche come i duchi di Ferrara e di Modena, che autorità ecclesiastiche. In particolare sono da ricordare le enormi opere di bonifica operate dalla famiglia degli Estensi nei territori costieri da loro controllati e che portarono alla creazione di zone agricole usate in particolar modo per la produzione del riso che meglio si adattava a quei terreni.

In Età Contemporanea di notevole importanza per il controllo dell’acqua è il Cavo Napoleonico, 1807, che collega il Po al Reno avendo come funzione quella di scolmatore delle piene. L’opera divenne ancora più funzionale in seguito alla costruzione del CER (Canale Emiliano Romagnolo) che permette di far defluire le acque nei periodi di piena e di irrigare i campi della bassa Romagna durante i periodi di secca.