Uomo e natura insieme: la lavorazione del sale nella Biosfera Delta Po

La lavorazione del sale nell’area del Delta del Po è un’attività antropica di origine molto antica che in passato ha reso florida la zona, poichè queste saline  sono state a lungo la principale fonte di sale per tutta la zona della Padania e del nord Italia.

Dopo una serie di contese tra Veneziani, Ravennati ed Estensi, le saline passarono nel ‘600 sotto il dominio papale per poi entrare a far parte della Repubblica Cisalpina nel 1808. È con Napoleone che avvengono le principali modifiche alla loro struttura, rimasta invariata fino al 1984, quando il Ministero delle Finanze ne decretò la chiusura considerando la lavorazione del sale un’attività non più remunerativa.

Le saline di Comacchio

Dal 2000 le saline di Comacchio sono state recuperate a scopo didattico e turistico grazie al progetto LIFE Natura 2000 perchè zona di riparo per molte specie di uccelli e per il loro elevato valore culturale. Dal 2015 è nata una collaborazione tra il Comune di Comacchio, il Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna e l’Acquedotto del Delta per avviare un progetto di ripristino e riqualificazione dell’area. Oggi, grazie all’aiuto degli ex-salinari, è stata allestita una piccola salina che riproduce in miniatura il processo di produzione del sale. L’intera area occupa ben 600 ettari.

In passato i bacini, posti in sequenza, funzionavano con l’apporto dell’acqua generato dalle maree che permettevano di fare i necessari passaggi di evaporazione (in particolare prima, seconda e terza evaporazione che aumentavano la densità dell’acqua più i bacini salanti) per ottenere il prodotto finale. Oggi invece l’acqua viene ripescata e immessa nei bacini tramite delle pompe. Lo scopo di tale progetto di ripristino oltre ad avere fini turistico-didattici serve anche per la produzione di acqua sovrassalata da utilizzare per il mantenimento dei delicati habitat del sito.

Oltre al valore storico-culturale, le saline di Comacchio ricoprono anche un importante ruolo naturalistico. Infatti a seconda del tipo di vasca cambia la fauna: partendo dalla prima dove si trovano anguille e cefali, si arriva alla terza dove l’acqua è particolarmente salata ed è presente la scimmia di mare.
La diversa profondità dei bacini determina anche una diversa frequentazione avifaunistica: in quelli più bassi si trovano soprattutto volpoche e fenicotteri; in quelli più alti anatidi e folaghe. L’area è particolarmente importante a livello nazionale perché vi nidificano l’avocetta, il Cavaliere d’Italia e il fratino. Notevole è il fatto che dal 2000 è presente una colonia di fenicotteri rosa, seconda solo a quella sarda, che qui ha trovato il luogo ideale per la nidificazione.

L’area delle saline di Comacchio è iscritta come zona Ramsar (convenzione delle zone umide di importanza internazionale) ed è sito di importanza comunitaria e zona a protezione speciale per riuscire a tutelare e proteggere il delicato equilibrio ambientale che presenta un elevatissimo livello di biodiversità unico in Italia e all’estero.