Il paniere dei prodotti tipici, la sfida della Biosfera Delta Po

Venerdì 23 giugno a Mesola alcuni produttori si sono confrontati in una tavola rotonda sul tema del rapporto delle produzioni con il territorio, un aspetto strategico per il Programma MaB UNESCO della cui rete mondiale delle Riserve il Delta del Po è entrato a far parte.

Il legame con il territorio è importante per tutti i produttori, che hanno già messo in evidenza, o lo stanno facendo, la provenienza dei loro prodotti dal Delta del Po.

Per l’azienda Il Porco del Parco che alleva suini in un’area di 30 mila ettari ad Ariano Polesine, racconta il titolare Giancarlo Tumiatti, il legame con il territorio è da sempre un valore tramandato da generazioni.

“Il legame con il territorio è insito già nel nome dell’azienda: per questo abbiamo chiesto al Parco Regionale Veneto del Delta del Po di poter apporre il marchio sui nostri prodotti: salumi, carni e maiali. Il sapore di un salame è legato al territorio e al gusto delle persone che lo abitano: infatti commercializziamo i nostri prodotti nel raggio di 20-30 km.
Da anni selezioniamo i nostri maiali facendoli riprodurre in modo naturale. Partiamo dall’acquisto di granaglie prodotte nelle nostre zone, le maciniamo nel nostro mulino e creiamo imangimi per i nostri animali. Dalla nascita all’ingrasso gli animali vivono sempre all’aperto e solo quando è il momento giusto macelliamo la carne.  Con le carni che macelliamo prepariamo insaccati seguendo la tradizione: senza conservanti, senza nitriti e nitrati, senza additivi, senza glutine, soltanto sale, vino, aglio, carne suina e controlli accurati”

Per la cooperativa COSVA che coltiva prevalentemente riso, melone e anguria in 160 mila ettari a Porto Tolle, la valorizzazione dell’ambiente e dei prodotti del territorio rappresenta la volontà dei soci. Dice il neodirettore Giordano Finotello:

“Da febbraio 2017 ci stiamo organizzando con una rete di punti vendita diretti e con la creazione di un brand a km zero, all’inizio per il riso. Abbiamo anche un piccolo negozio all’interno della struttura. La prospettiva è di valorizzare anche l’ortofrutta, perchè pensiamo che sia l’unica strada per aumentare le marginalità”

Per la vitivinicola Mariotti l’ambiente è al centro della mission aziendale. L’azienda, dal 2009 gestita da Mirco Mariotti e da sua sorella Barbara, produce vini bianchi, vini rosati e vini rossi.

“Attraverso la gestione diretta di vigneti nella zona DOP del Bosco Eliceo abbiamo iniziato a occuparci di paesaggio: un progetto portato avanti a livello istituzionale attraverso l’inserimento nell’albo dei paesaggi rurali storici dal Ministero dell’Ambiente. Ad oggi il vigneto del “Fondo Luogaccio”, che si trova all’interno del Sito Natura 2000 denominato “Duna di San Giuseppe”, è riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna come vigneto storico con il nome di “Duna della Puia”, antico toponimo della zona. Insomma, non cerchiamo solo di innovare ma di salvaguardare quello che esiste per evitare che venga distrutto” (Mirco Mariotti, vitinicola Mariotti)

Il gruppo fa la forza: le eccellenze messe insieme possono avere una maggiore forza sul mercato

Alla domanda del moderatore Filippo Lenzerini: Avete già pensato di promuovere i vostri prodotti insieme ad altri?  emergono difficoltà.

“La vendita monomarca o monoprodotto è difficile da mantenere. Ma per commercializzare i prodotti insieme ad altri ci sono problemi legati alla normativa fiscale: noi possiamo vendere il nostro prodotto presso i nostri punti vendita, però se lo vendiamo in altri punti vendita dobbiamo andarci di persona. In definitiva, noi riusciamo a mantenere una marginalità solo seguendo la filiera corretta delineata della normativa. L’aggregazione, che sarebbe il passo successivo, è ostacolata dai vincoli normativi e per realizzarla dovremmo stravolgere la nostra fiscalità (Giancarlo Tumiatti, Il Porco del Parco)

Il turismo non è ancora un partner nella promo-commercializzazione dei prodotti. Nel complesso però c’è molta attenzione per il prodotto di nicchia, e quindi interesse a visitare l’azienda da parte di alcune tipologie di turisti; mentre emerge che alcuni ristoratori cominciano a essere molto bravi nella valorizzazione dei prodotti tipici attraverso le ricette, anche se, in generale, la ristorazione non è ancora una clientela strategica per queste aziende.

Cosa ci si aspetta dal rinoscimento MaB UNESCO al 2025?

Io sono dell’idea che 10 anni siano pochi; qualunque attività ha bisogno di consolidarsi nell’arco di due generazioni. Saremo disponibili a fare il viaggio assieme, ognuno ha il suo piccolo territorio che è troppo piccolo (Giancarlo Tumiatti, Il Porco del Parco)

Io mi auguro che tutto rimanga come è adesso e che le mie piante secolari possano essere mantenute e curate come oggi; temo l’arrivo di un’imprenditoria finalizzata solo al business che non persegua i valori della tradizione e dell’ambiente (Mirco Mariotti, Vitinicola Mariotti)

Questa è una bella domanda. Sono il più giovane in questa esperienza e per la nostra cooperativa è una sfida. Cercheremo di mettercela tutta ma non sappiamo di preciso questa strada dove ci porterà (Giordano Finotello, COSVA)