Biosfera Delta Po: dune fossili e Torre Abate, tracce dell’antica linea costiera

Le dune sabbiose sono cordoni di sabbia che si formano per l’attività incessante del vento sul terreno e che possono variare in base alla forza e direzione dello stesso, alla quantità di sabbia e da altri elementi come la presenza di vegetazione.

All’interno dell’area della Biosfera Delta Po è possibile individuare una serie di cordoni di dune sabbiose dette fossili perché considerate ormai permanenti e che quindi non si spostano ulteriormente. Considerato che in genere si trovano lungo il litorale, la loro presenza rappresenta una testimonianza di come si è sviluppata nel corso dei secoli la linea costiera che è avanzata a mano a mano che il Po apportava sedimenti. Le dune fossili più antiche si trovano nei pressi di Loreo e Tombine e risalgono a circa 3000 anni fa, mentre tra le più giovani ci sono quelle lungo l’asse Fossone-Caleri.

Ciò che cambia spostandosi dall’entroterra verso il mare è anche il tipo di vegetazione che si può vedere sulle dune. Infatti, su quelle più antiche è possibile individuare formazioni boschive di tipo litoraneo con la presenza di pini domestici e lecceti grazie alla maggior protezione derivante dall’allontanamento della costa; mentre più ci si avvicina a questa, più il tipo di vegetazione diventa soprattutto di carattere arbustivo tipico della macchia mediterranea come ginepro e olivello.

Le principali zone in cui è possibile vedere le dune di sabbia sono Donada, San Basilio, Taglio di Po, Porto Viro e Alfonsine. Recentemente è stata firmata una convenzione tra l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Romagna e il comitato WWF di Ferrara per la gestione della riserva naturale delle dune fossili di Massenzatica: la  convenzione prevede programmi di conservazione e di tutela, anche dal punto di vista floro-faunistico, l’organizzazione di visite guidate e la promozione di progetti di educazione ambientale rivolti a scuole e turisti.

Torre Abate rappresenta un’altra testimonianza della storia del Delta del Po e soprattutto di come esso si sia evoluto e spostato protendendosi verso il mare. Nata come struttura idraulica per il controllo e la regimentazione delle acque durante la grande bonifica effettuata dalla famiglia Estense nella seconda metà del ‘500, era posta sul canale di bonifica dove questo sboccava in mare. Si tratta di un’opera assolutamente all’avanguardia per l’epoca, costituita da una chiavica con porte vinciane che permettevano il deflusso delle acque provenienti dai canali delle terre bonificate, ma non consentiva il riflusso durante le alte maree. Tuttavia perse la sua funzione con il Taglio di Porto Viro che poi portò anche all’allontanamento della costa dalla zona in cui sorgeva la torre, mantenendo però il ruolo di difesa e controllo della zona circostante e della tenuta di Mesola della famiglia ferrarese.