L’area della Riserva di Biosfera MaB UNESCO del Delta del Po

L’area della Riserva di Biosfera del Delta del Po comprende l’intero territorio deltizio, sia la parteattiva, che quella storica: si tratta di una superficie di quasi 140mila ettari, all’interno della quale risiedono 118mila abitanti, coinvolgendo 2 Regioni (il Veneto e l’Emilia-Romagna) e 16 Amministrazioni Comunali.

(in ordine alfabetico)

Adria
Argenta
Ariano  nel  Polesine
Codigoro
Comacchio
Corbola
Goro
Loreo
Mesola
Ostellato
Papozze
Porto  Tolle
Porto  Viro
Rosolina
Taglio  di  Po

La zonazione prevista dal Programma MaB UNESCO

Ogni Riserva di Biosfera deve avere dimensioni sufficienti per soddisfare le tre funzioni previste dal programma MaB UNESCO:

Protezione a lungo termine secondo gli obiettivi di conservazione di cui il territorio si è già dotato all’atto della candidatura: questo avviene nell’area core;

Mantenimento delle attività compatibili con gli obiettivi di conservazione: questo avviene nell’area buffer, immediatamente adiacente all’area core;

Educazione, e promozione di pratiche sostenibili per la gestione delle risorse e sviluppo economico: questo avviene nell’area transition.

Nella Riserva di Biosfera del Delta del Po, il 10% della superficie è area core (pari a 13.495 ettari); il 40% è area buffer (pari a 55.281 ettari), e il 50% è area transition (70.622 ettari).

Le aree Core

Nella Riserva di Biosfera del Delta del Po le Aree Core ricadono all’interno di aree già tutelate dai Parchi regionali e/o  all’interno dei tre siti Ramsar della riserva MAB proposta e all’interno dei perimetri dei siti Natura 2000  presenti nella zona. Soddisfano la funzione di  conservazione, in quanto ospitano le più grandi aree boschive, specie endemiche di flora e  fauna ed anche parti significative delle zone umide del delta, inclusi gli scanni sabbiosi tra i  banchi di sabbia esterni del delta, ma contribuiscono anche a promuovere lo sviluppo  sostenibile, in quanto parzialmente aperte all’ecoturismo. Si adattano inoltre perfettamente al monitoraggio e alla ricerca perché ospitano una varietà di specie rare e di  ambienti ben conservati, che devono essere monitorati, e per lo stesso motivo offrono un  ottimo caso per l’educazione e la formazione ambientale.

Le aree Buffer

Le Buffer Zone hanno una più ampia estensione e circondano le Core Areas, ma nondimeno contribuiscono alla conservazione in modo significativo per due motivi  principali: ricadono sulle acque di transizione, che rappresentano nursery per i pesci e  habitat di alimentazione per uccelli acquatici; il secondo motivo è che molte delle specie  protette sono migratrici, non solo uccelli, ma anche pesci, come lo storione adriatico, la Cheppia e la lampreda di mare e per ultimi, solo in ordine di elencazione, i rettili come la tartaruga marina, che utilizza le lagune e la zona circostante come habitat trofico.

Questa  sovrapposizione della funzione di conservazione attraverso le diverse zone non deve sorprendere perché gli ecosistemi per definizione sono costituiti di unità che interagiscono  fra loro ed inoltre sono sistemi aperti che scambiano sia materia sia energia. Le zone  tampone contribuiscono in modo significativo allo sviluppo sostenibile perché sostengono  una delle principali voci dell’economia locale, la pesca e la molluschicoltura, che viene realizzata nelle lagune, oltre alla vallicoltura tradizionale estensiva, che sono uno tra i  meglio conosciuti servizi ecosistemici del delta.

Le aree transition

Le aree di transizione contribuiscono in modo  minore alla funzione di conservazione, ma  non ne sono esenti, perché, come già sottolineato alcune colture, come il riso, hanno un  impatto positivo sulle specie di uccelli. Inoltre un’ampia area di transizione ampio, nella  parte sud-ovest della Riserva di Biosfera proposta, è una ZPS (Direttiva Uccelli: Zone di  Protezione Speciale) e consiste di circa 11.000 ettari totalmente disabitati. Le aree di  transizione hanno il potenziale più alto per promuovere lo sviluppo sostenibile, perché il  principale uso del suolo è agricolo, ma ancora convenzionale, pertanto si prestano a progetti di dimostrazione a tutti i livelli, dal locale al globale.

La conservazione dei paesaggi necessita di un focus specifico perché nel MAB Delta del Po gli ecosistemi costruiscono i paesaggi ed il delta è vitale e variabile, pertanto il  contributo alla loro conservazione proviene da tutte le tre zone: core, buffer e transition.

La popolazione residente è per il 90% stimata all’interno delle aree transition.

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